venerdì 14 dicembre 2007

Sul dare


In questo periodo di regali, di pacchi e pacchettini, mi sono chiesta in cosa consista il Dono, ma quello Vero, quello sofferto.

Mi sono chiesta quanto io sia capace di dare , stimolata in questa riflessione da una iniziativa tenuta in questi giorni nel mio paese, cioè quella dell'adozione a distanza di cui si occupa l'associazione, di cui riporto il link: http://www.amiciguatemala.it/.

Adottare un bambino a distanza è un grande atto di generosità verso gli altri, può sembrare semplice, ma non lo è, abituati come siamo a pensare solo a noi stessi e al nostro benessere.

In mio aiuto, oltre ovviamente alle Sacre Scritture, viene il brano di Gibran che parla proprio del Dono, di quanto sia importante donare agli altri, non quello che siamo capaci di dare, ma quello che non penseremmo mai di poter donare.

In primis, IL DONO DI NOI STESSI e della nostra vita e poi il dono di tutto ciò che abbiamo, la nostra capacità di privarci di qualcosa che riteniamo essenziale...

E' questo il vero dono...


" Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete?
Anche i peccatori fanno lo stesso.

E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete?

Anche i peccatori fanno lo stesso.

E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete?

Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla,
e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo...
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”


Dal Vangelo secondo Luca (6,27-36)


Allora un uomo ricco disse:
Parlaci del Dare.

E lui rispose:
Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
È quando date voi stessi che date veramente.
Che cosa sono le vostre ricchezze
se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l'osso nella sabbia senza traccia,
mentre segue i pellegrini alla città santa?
E che cos'è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso?
Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?

Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono,
e per avere riconoscimento,
e questo segreto desiderio contamina il loro dono.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza,
e la loro borsa non è mai vuota.

Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento.
E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito.
Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell'aria la sua fragranza.
Attraverso le loro mani Dio parla,
e attraverso i loro occhi sorride alla terra.
È bene dare quando ci chiedono,
ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto.
Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.

E quale ricchezza vorreste serbare?
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Perciò date adesso,
affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.
Spesso dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".
Le piante del vostro frutteto non si esprimono così né le greggi del vostro pascolo.
Esse danno per vivere, perché serbare è perire.

Chi è degno di ricevere i giorni e le notti,
è certo degno di ricevere ogni cosa da voi.
Chi merita di bere all'oceano della vita,
può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello.
E quale merito sarà grande quanto la fiducia,
il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere?
E chi siete voi perché gli uomini vi mostrino il cuore,
e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate vedere il loro nudo valore
e la loro imperturbata fierezza?

Siate prima voi stessi degni di essere colui che da
e allo stesso tempo uno strumento del dare.
Poiché in verità è la vita che da alla vita,
mentre voi, che vi stimate donatori,
non siete che testimoni.

E voi che ricevete – e tutti ricevete –
non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e a chi vi ha dato.
Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.
Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità
che ha come madre la terra feconda,
e Dio come padre.

Kahlil Gibran

10 commenti:

ginoilsalumiere ha detto...

Dare...
Termine sconosciuto ai più...
Per ora vanno di moda altri termini: ipod, portatile, bauli, comprare, shopping... etc.

Ad ogni mio passaggio ti rinnovo i miei complimenti... entri in questa grandissima comunità del web di soppiatto, senza far rumore, socchiudendo la porta, regalando momenti di riflessione a chiunque passi dalla tua casa virtuale...

Penelope ha detto...

Grazie...

Giovanna Alborino ha detto...

non per vanto, ma il mio cuore conosce bene cosa significa donare con tutta se stessa.
io faccio regali non a chi me li fa' ma a chi non ha possibilita' di farli, tutto quello che compro ed ho a casa, chiunque viene e lo vedo interessato a qualcosa, lo prendo e glielo regalo.
scrissi anche per l'adozione a distanza ma alla fine ho preferito continuare a donare per l'onlus anziche' a distanza.
il motivo? non mi piacciono le cose imposte, devo sentirmi libera di donare quanto e quando voglio, non 30 euro al mese, che poi alla fine tra costi dell'associazione e spese varie, quelli del bambino arrivano solo a 5 euro mensili.
in negozio ho messo un salvadanaio, la gente si lamenta quando do' di resto i 5 centesimi, la chiamano, "ferraglia" cosi chi non li vuole li mette nel salovadanaio, una volta riempito porto la spesa a gente in paese che non ha nemmeno il latte per i figli.
scusami la lunghezza
un saluto

Penelope ha detto...

Bella la tua testimonianza.
Peccato che si tratti di casi rari.
Ricambio il saluto e certamente ti scuso per la lunghezza, sarà che amo leggere...
A presto.

Alberto ha detto...

Spesso, da quando è mancata mia madre, ho pensato a una scelta di vita come quella di San Francesco...
...magari andando a fare il missionario in Africa.

Ma ho troppo rispetto per chi ha la vocazione, per confondermi con loro; però i momenti più sereni e più gioiosi me li sta regalando mio padre, malato, quando riesce a regalarmi ancora dei sorrisi per ringraziarmi di non averlo lasciato solo. E io in questo stargli accanto e assisterlo sento di fare qualcosa di vero, anche se lontano da quelli che erano i miei sogni di qualche anno fa.

Sono andato off topic? ;-)

Un abbraccio AllisOne :-)

Penelope ha detto...

@ Alberto:
Sono certa che Dio ti sta guidando in questo periodo della tua vita, anche se apparententemente tutto ti appare confuso, so che sai che non è così.
San Francesco sì, bella e nobile scelta, ma come dici tu, se non si ha una vera vocazione, non ci servirà a nulla.
Dio conta su ciascuno di noi e per ciascuno ha in mente cose grandi. Ciò a cui ti chiama oggi è ad essere il servo di tuo padre,
ti chiama a servirlo lì, a vedere in tuo padre malato, lui stesso.

Non ti pare un grande dono questo che ogni giorno fai a tuo padre?
Domani magari il tuo compito sarà un altro...sai che anche il matrimonio è una vocazione?
Ma sarà Dio ad indicarti cosa fare domani.
Il cristiano vive l'Oggi perchè sa che il domani non gli appartiene e che per quanto si sforzerà, nulla gli sarà possibile se non nella volontà di Dio.

"Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me"

(Matteo 25,34-40)

Sono andata off topic anch'io?

Un abbraccio "dono"

Alberto ha detto...

:*

AndreA ha detto...

Dare....anche poco è importante!

Un muro è formato da tanti mattoni e l'oceano da tante piccole gocce!!

Un abbraccio!! :-)

Virginia ha detto...

A tutti rispondo< a chi è stato dato tanto tanto sara richiesto> ma sopratutto a Alberto, ricordo un mio amico prete raccontava di una ragazza che voleva fare la missionari in arrica,ma quando un'amica le aveva chiesto un libro in prestito lei rispose che non aveva tempo per cecarlo io di questo me ne sono fatta un motto. dopo che ho conoscuto DIO. Lo sperimentato nella vita di ogni giorno accudendo mia madre sofferente dandomi la forza di sopportare momenti difficile

berry ha detto...

date un sorriso....il mio regalo preferito dopo l'abbraccio! Cheers, Penelope e buona domenica!