lunedì 17 dicembre 2007

Il mio nome è Pazienza


Purtroppo la pazienza non è tra le mie qualità principali, ecco perchè quando lessi questo articolo che qui vi riporto, mi sono fermata a riflettere sul valore di questa virtù a me ancora così sconosciuta e per me così lontana.
Io che vorrei sempre tutto e subito, dovrei imparare ad aspettare i tempi di Dio.
La nostra concezione di tempo è ben più limitata, vede sì, ma fino ad un certo punto, ed è qui che rimaniamo fregati, quando vogliamo dare un tempo a tutto, ma il Nostro tempo, vogliamo misurare con la nostra Misura, l'Incommensurabile.
Vorrei allora chiedere a Dio per Natale, di farmi questo Dono: di avere pazienza con i figli, con mio marito, con la mia stessa vita.

"C'è chi dice che in paradiso Dio chiami ciascun eletto col nome di una virtù. Non potrà chiamarmi Speranza: non ho atteso nessuna gioia sulla terra né in cielo. Né Fede: non sono stata certa. Né Carità: ho amato Dio e il prossimo con parsimonia. Né Generosità: ho contato, pesato, misurato tutto. Né Zelo: non ho cercato di conquistare. Né Povertà: mi compiaccio del mio benessere. Né Umiltà: mi compiaccio dei miei pensieri. Né Sincerità: non sono vera. Né Scienza: non ho memoria. Né Pietà: non ho ardore. Il nome sarà quello dell'asino: Dio mi chiamerà Pazienza."

La citazione è oggi un po' lunga, ma le parole della poetessa spirituale francese Marie Noël (1883-1967) nel suo Diario segreto sono così limpide da non esigere lunghi commenti.
Avere la virtù dell'animale più disprezzato ma anche più utile e semplice è in verità una qualità importante che trascina con sé altre virtù in modo implicito. In una società come la nostra che vive con frenesia, che non sa attendere, che vuole tutto "in tempo reale", che inveisce se è in fila e l'altro non si sbriga, che "non ha tempo", l'invito alla pazienza può sembrare una stravaganza "da orientali" che non hanno niente da fare, come si è soliti dire.
E invece bisognerebbe di più pensare a quello che un altro scrittore francese più celebre, Honoré de Balzac, aveva affermato in uno dei tre racconti delle Illusioni perdute (1837-43): «La pazienza è ciò che nell'uomo più somiglia al procedimento che la natura usa nelle sue creazioni». Per fare un bambino ci vogliono nove mesi e per scrivere un capolavoro forse decenni.
Non entriamo in questo nuovo anno pretendendo tutto e subito, ma affidiamoci alla pazienza che conosce i ritmi e i tempi della vita, e quindi genera serenità e fiducia.

(Tratto da : Mattutino , di Mons. Ravasi sul quotidiano Avvenire)

7 commenti:

L'avvocatessa ha detto...

Buongiorno, Penelope... :)
Qui fa un freddo indaco ed una pioggia viola.

Passerà...

"So this is Christmassss!"

L'a.

AndreA ha detto...

Grande virtù la pazienza...

Buona giornata!! :-)

Baol ha detto...

Ecco....questa sarebbe un'ottima cosa per me da imparare :)

ginoilsalumiere ha detto...

...diciamo che ne avrei bisogno un po' di più...

BuonaGiornata Penelope.

Alberto ha detto...

Sia fatta la volontà di Dio! ;-)

Un abbraccio temperante :-)

Claudia ha detto...

Mi piace. Faccio, per la prima volta, visita ad un'altra blogger e trovo una riflessione così vera, così profonda da dover lasciare un commento. Io di pazienza nè ho troppa...ma troppo non è mai abbastanza...Quindi? Apprendo la lezione e mi sento un po' meno sola nei miei pensieri.
Claudia

Penelope ha detto...

@ L'Avv:
Salve avv.! Anche qui da noi fa freddo, ed è arrivata, anche se per poco, la neve.
Ma come dici tu, passerà...
Un abbraccio

@Andrea:
Hai proprio ragione, è una delle virtù più grandi, ma anche , una delle più difficili da raggiungere!
Un caro saluto

@Baol:
Sì. anche perchè per voi commercialisti, è fondamentale!

@Gino:Come tutti, caro Gino.
Animo!

@Alberto: Grazie per questa parola...

@ Claudia:
Benvenuta nel mio mondo, mia cara amica. Spero che da oggi, veramente tu non debba sentirti mai più sola.
Un abbraccio