lunedì 26 novembre 2007

Aspettando Godot


"...Che potrei fare, è questo che mi dico,
per aiutarli a passare il tempo?
Gli ho dato degli ossi,
gli ho parlato di questo e quest'altro,
gli ho spiegato il crepuscolo,
tutto questo va benissimo.
Per non dire altro.
Ma può bastare,
è questo che mi angustia,
può bastare?..."


S.Beckett, Aspettando Godot


Ho sempre adorato quest'opera teatrale, così assurda, così inverosimile, ed allo stesso tempo così vera e reale.
Mi riporta ai
miei giorni vissuti nell'attesa di qualcosa di cui neanche io ho ben chiara la natura,e scivolando tra un Forse e un Non lo so, mi perdo nella lunga attesa di ciò che spero Verrà.
Intanto attendo.
Chi mi conosce pensa che ho tutto, che non c'è niente che mi manca, come donna posso dirmi realizzata come mamma e come moglie, però c'è qualcosa, nei meandri del mio essere e del mio sentire, c'è qualcosa che manca...
Sarà la difficoltà vissuta ogni giorno di poter conciliare ogni cosa, di riporre al giusto posto i pezzi sparsi del puzzle della mia vita, i progetti, i sogni, i desideri inespressi...
Quello che attendo è forse la realizzazione di un sogno?

"...Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot, dormo tutte le notti aspettando Godot.

Ho passato la vita ad aspettare Godot.

Nacqui un giorno di marzo o d'aprile non so, mia madre che mi allatta è un ricordo che ho,
ma credo che già in quel giorno però invece di poppare io aspettassi Godot.

Nei prati verdi della mia infanzia, nei luoghi azzurri di cieli e acquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò io stavo già aspettando Godot.

L'adolescenza mi strappò di là, e mi portò ad un tavolo grigio, dove fra tanti libri però, invece di leggere aspettavo Godot.

Giorni e giorni a quei tavolini, gli amici e le donne vedevo vicini, io mi mangiavo le mani però, non mi muovevo e aspettavo Godot.

Ma se i sensi comandano l'uomo obbedisce, così sposai la prima che incontrai, ma anche la notte di nozze però, non feci nulla aspettando Godot.

Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò, piccolo e tondo urlava ogni sera, ma invece di farlo giocare un po', io uscivo fuori ad aspettare Godot.

E dopo questo un altro arrivò, e dopo il secondo un altro però, per esser del tutto sincero dirò, che avrei preferito arrivasse Godot.

Sono invecchiato aspettando Godot, ho sepolto mio padre aspettando Godot, ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.

Sono andato in pensione dieci anni fa, ed ho perso la moglie acquistando in età, i miei figli son grandi e lontani però, io sto ancora aspettando Godot.

Questa sera sono un vecchio di settantanni, solo e malato in mezzo a una strada, dopo tanta vita più pazienza non ho, non posso più aspettare Godot.

Ma questa strada mi porta fortuna, c'è un pozzo laggiù che specchia la luna, è buio profondo e mi ci butterò, senza aspettare che arrivi Godot.

In pochi passi ci sono davanti, ho il viso sudato e le mani tremanti, e la prima volta che sto per agire, senza aspettare che arrivi Godot.

Ma l'abitudine di tutta una vita, ha fatto si che ancora una volta, per un momento io mi sia girato, a veder se per caso Godot era arrivato.

La morte mi ha preso le mani e la vita, l'oblio mi ha coperto di luce infinita, e ho capito che non si può, coprirsi le spalle aspettando Godot.

Non ho mai agito aspettando Godot, per tutti i miei giorni aspettando Godot, e ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte, ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte..."



Claudio Lolli, "Aspettando Godot"

9 commenti:

Alberto ha detto...

PRIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...
:-D

Il tema della paralisi emotiva lo conosco bene... :-/

Un abbraccio nonGodot :-)

Alberto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Il brano che hai riportato non è tratto dal testo teatrale che adori,ma è una canzone di un cantautore che IO adoro:Claudio Lolli

berry ha detto...

credo che le attese rendano la vita più piacevole, più frizzolina, insomma. un saluto.

Penelope ha detto...

Grazie, ho rimediato.
In effetti mi riferivo al testo dell'opera di Beckett, ma ho dimenticato di precisare che la citazione riguardava un altro testo.

AndreA ha detto...

eh, io mi trovo proprio ad aspettare, non so di preciso cosa e perché...ma di fatto è così!!
Un abbraccio!! :-)

Penelope ha detto...

X Alberto. Purtroppo lo so...
Un abbraccio solidale

X Berry:
Senza dubbio si! Ma dipende anche da ciò che aspettiamo.
Un caro saluto anche a te

X Andrea:
Si, in effetti, tutti noi aspettiamo qualcosa, c'è chi sa di preciso cosa, c'è chi ancora nn riesce a capirlo...
Un abbraccio anche a te!

Sorriso ha detto...

ma sai che leggendo questo tuo post ho ripensato ai tempi in cui lo ho letto ... e ho sorriso e non so neanche perchè... assurdo no? come il tetro dell'assurdo... oddio

Penelope ha detto...

X Sorriso: Sono felice di averti fatto sorridere!
Perchè un sorriso, assurdo per quanto sia, non perde mai il suo valore.
Ciao e grazie di essere passata