mercoledì 7 novembre 2007

Occhi sulla vita



Se dall'esterno percorro con lo sguardo la mia vita, essa non appare particolarmente felice.
Meno che mai mi è possibile, tuttavia, giudicarla infelice, malgrado ogni errore.
Ma infine, è davvero stolto preoccuparsi di felicità e infelicità, giacché a me sembra che farei maggiore difficoltà a privarmi dei giorni più infelici anziché di tutti quelli sereni.
Se in una vita umana importa accettare consapevolmente l'ineluttabile, gustare appieno il bene e il male e conquistare oltre al destino esteriore anche uno interiore più autentico e non casuale, la mia vita non è stata né povera né cattiva.



Hermann Hesse, Gertrud

martedì 6 novembre 2007

Idiozia Emotiva

Va bene, ditemi pure che mi manca il coraggio, ditemi pure che non so combattere, accetto qualsiasi cosa abbiate da oppormi, saprò digerire i colpi. Tutto mi sfiora, tutto passa, tutto ruota intorno a me senza che io vi partecipi ... (a parte ciò che riguarda la mia famiglia).
Come una canna al vento, mi sto lasciando sopraffare, procedo con lo studio molto a rilento, anzi, sono quasi ferma...Sono proprio un'idiota emotiva...


Ehi, mi chiamo Zoe e questo e' il mio libro. E' un documento di Idiozia Emotiva in due parti. C'e' il 'prima', che spiega come sono arrivata sin qui, e c'e' il 'dopo', che documenta che cosa ci sto a fare. Piccolo dettaglio: naturalmente non sono affatto sicura di cosa ci sto a fare.


Maggie Estep, Diario di un'idiota emotiva

lunedì 5 novembre 2007

Tieni sempre presente che...

Questa poesia la dedico a me stessa, e a tutti coloro che, come me, in questo periodo, si sentono troppo statici, troppo deboli per reagire, troppo inerti, concentrati a guardare solamente se stessi, seduti comodamente sul proprio io...


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!


Madre Teresa di Calcutta

domenica 4 novembre 2007

Come un romanzo...


Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

Daniel Pennac, Come un romanzo

sabato 3 novembre 2007

Isacco



Non chiamarmi codardo

Padre di questa terra

Non chiamarmi non credente

Se ho pensato un momento

( Che Dio non ci amasse )

Che nel tuo destino di vecchio

E nel mio troppo giovane

Altro non potesse volare

Che un angelo in ritardo

Nella gravida notte

Madre nostra perenne

Come figli e fratelli ascoltammo

L'astuta domanda

«Uccidi uccidi-lo uccidi-mi»

Non qualche stolido agnello

Non tutto il genere umano

- precisava nel vento la eco-

E un indice freddo segreto

La guidava fra le sponde rocciose

Ed i conati di foglie

E la tua mente già pronta

Ai popoli avversi

Le tue braccia protese

A correggere il mondo

I tuoi occhi già volti

Quattro volte all'orizzonte

E tu libero dunque – tu fiero

Tu venisti ridotto a destino

A padre vero di mille moltitudini

Invecchiato al di sopra del tempo

Quando la eco mi rinvenne

Colpendo esultando il mio corpo

Come avesse ripreso la fonte

Riparo nel covo natio

La sua primigenia parola

Detta dovunque dalla mia carne

O padre

fui forse io

Nel vento

A parlare (?)

La mia voce di ritorno

Da un grembo più grande

Se riconobbi nel cuore

Quell'ordine supremo

E a dispetto di te

Mio terreno atterrito fattore

Stetti muto e mansueto

Come chi renda un fragile dono

Sulla cima del monte

Già incriminata d'aurora

Preparasti l'altare

Per la cruna più assurda

«Uccidimi ora»

dalla mia bocca finalmente

la parola ricongiunta sigillata

con anima e saliva

il verbo al quale obbedisco

pagando il prezzo

Che il tempo richiede

Per congiurare con Dio-

Un Dio che su noi fa le prove

Della sua mortalità

Di una qualche venuta a venire

Che ancora non capisco-

L'eternità fra le cose

Come tempo a ritroso

Nel figlio che muore

Nel padre che lascia morire-

Ora ti è possibile tutto -Abramo-

Non hai orizzonti a fermarti,

solo dal cielo attendiamo

Il nuovo esatto confine

l'angelo che ci dica

Dove comincia Dio

Fin dove arriva per noi

Questo essere uomo.


A.Esposito


venerdì 2 novembre 2007

Commemorazione di tutti i fedeli defunti


San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire
Trattato sulla mortalità, 20, PL 4,596s

« Chi crede in me, anche se muore, vivrà » (Gv 11, 25)


Non dobbiamo piangere i nostri fratelli liberati da questo mondo con la chiamata divina. Sappiamo che per noi non sono perduti, bensì mandati innanzi a noi, e che morendo ci precedono come chi parte per un viaggio in terra o in mare; e noi dobbiamo desiderarli, ma non piangerli, né indossare vesti di lutto, mentre lassù essi già portano vesti bianche; né dobbiamo dare occasione ai pagani di rimproverarci e giustamente, perché piangiamo come estinti e perduti quelli che affermiamo viventi presso Dio, non provando con la testimonianza dei nostri sentimenti quella fede che professiamo con le parole. Noi siamo traditori della nostra speranza e della nostra fede, se quello che diciamo appare falso, artificioso, ingannevole nei fatti. A nulla serve ostentare la virtù con le parole e distruggere con la vita la loro veracità...

Se dobbiamo soggiacere alla morte, attraverso la morte noi passiamo all’immortalità, e non può cominciare per noi la vita eterna se non usciamo dalla vita presente. Né si tratta di un’uscita, ma di un passaggio, di un viaggio nel tempo per raggiungere l’eternità. Chi non si affretterebbe a raggiungere una sorte migliore? Chi non desidererebbe di cambiare e trasformare al più presto il proprio essere a immagine di Cristo?

La nostra patria è nei cieli (Fil 3,20)... Là ci aspetta un gran numero di persone a noi care: una schiera folta e vasta di parenti, fratelli e amici ci attende con desiderio, già sicura della propria salvezza e avendo a cuore la nostra... Affrettiamoci a raggiungerli, desideriamo ardentemente essere presto presso di loro e presto presso Cristo.

Il codice dell'anima


Ci sono piu' cose nella vita di ogni uomo di quante ne ammettano le nostre teorie su di essa.

Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada.

Alcuni di noi questo 'qualcosa' lo ricordano come un momento preciso dell'infanzia, quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un'annunciazione:

Ecco quello che devo fare, ecco quello che devo avere.

Ecco chi sono.

James Hillman, Il codice dell'anima