Mi è stato chiesto perché ho smesso di scrivere, beh questo non lo so… So soltanto che mi è mancata questa parentesi della mia vita. Erano gli anni dei primi passi in un mondo parallelo, virtuale e non reale, dove però ho ritrovato persone autentiche, che si sono mostrate con tutta la loro fragilità, la paura e i dubbi esistenziali che qui, insieme, abbiamo analizzato e condiviso e insieme abbiamo anche provato a cercare le risposte, non sempre siamo stati d’accordo su tutto, ma ci siamo confrontati sempre con rispetto, attenzione e cura, estrema cura. In questa grande piazza dove tutti ci muovevamo con attenzione, ho ritrovato un luogo in cui poter essere me stessa e ci ho portato dentro la mia vita di quel tempo, ben diversa da quella di oggi. Non tutti i sogni di allora si sono realizzati ma sono andata avanti comunque. Mi hanno chiesto perché anziché smettere non avessi seguito i tempi, quando si affacciava all’orizzonte l’era dei social, di FB, di INSTA. Non so, il blog è il blog, sebbene siano passati anni da quando ho scritto il mio ultimo pezzo, l’idea di “stare al passo” non mi è neanche passata per la testa. Chissà…. Magari riprendo…. Da dove ancora non so.
mercoledì 15 luglio 2026
venerdì 23 aprile 2010
mercoledì 7 aprile 2010
Il funambolo è tornato: tra acrobazie, paure e tentativi
lunedì 5 aprile 2010
La rosa

Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all'Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l'elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: «Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?».
«Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l'atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d'inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell'uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre.
«Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?», chiese la giovane francese.
«Della rosa», rispose il poeta.
Bruno Ferrero, L'importante è la rosa
martedì 5 maggio 2009
Anonima-mente

Eh si, il lavoro oggi è stato duro. Dire, fare, baciare...
Mi muovo nello spazio che mi circonda, sicura di non essere vista, osservo da lontano specchi di un mondo che riflette i suoi colori sfavillanti in un vortice di pensieri ed emozioni. Arrivata sul molo guardo da lontano giochi di luce fluorescenti, mentre la mia anima visionaria volteggia al di là dell'orizzonte. E qui mi perdo dietro immagini non viste, domande a cui non so ancora rispondere, attimi di vita che fuggono. La mente accompagna gli aquiloni che volano alti nel cielo, mentre il corpo invano tenta di sollevarsi da terra. Avrà tutto questo mai una fine?
mercoledì 22 aprile 2009
giovedì 5 marzo 2009
Preghiera di Efrem il Siro

Signore e Maestro della mia vita
Allontana da me lo spirito di pigrizia, di abbattimento
di dominazione, di vane parole.
Concedi a me, tuo servitore
uno spirito di castità, di umiltà, di pazienza e d’amore.
Sì Signore, Re, donami di vedere i miei peccati
e di non giudicare il mio fratello
Tu che sei benedetto nei secoli. Amen
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