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domenica 25 novembre 2007

Sofferenza


Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente
di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.

Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.

Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.

Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.

Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.


Madre Teresa di Calcutta

domenica 11 novembre 2007

Ama la vita...


Ama la vita così com'è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa di Calcutta)

lunedì 5 novembre 2007

Tieni sempre presente che...

Questa poesia la dedico a me stessa, e a tutti coloro che, come me, in questo periodo, si sentono troppo statici, troppo deboli per reagire, troppo inerti, concentrati a guardare solamente se stessi, seduti comodamente sul proprio io...


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!


Madre Teresa di Calcutta

sabato 3 novembre 2007

Isacco



Non chiamarmi codardo

Padre di questa terra

Non chiamarmi non credente

Se ho pensato un momento

( Che Dio non ci amasse )

Che nel tuo destino di vecchio

E nel mio troppo giovane

Altro non potesse volare

Che un angelo in ritardo

Nella gravida notte

Madre nostra perenne

Come figli e fratelli ascoltammo

L'astuta domanda

«Uccidi uccidi-lo uccidi-mi»

Non qualche stolido agnello

Non tutto il genere umano

- precisava nel vento la eco-

E un indice freddo segreto

La guidava fra le sponde rocciose

Ed i conati di foglie

E la tua mente già pronta

Ai popoli avversi

Le tue braccia protese

A correggere il mondo

I tuoi occhi già volti

Quattro volte all'orizzonte

E tu libero dunque – tu fiero

Tu venisti ridotto a destino

A padre vero di mille moltitudini

Invecchiato al di sopra del tempo

Quando la eco mi rinvenne

Colpendo esultando il mio corpo

Come avesse ripreso la fonte

Riparo nel covo natio

La sua primigenia parola

Detta dovunque dalla mia carne

O padre

fui forse io

Nel vento

A parlare (?)

La mia voce di ritorno

Da un grembo più grande

Se riconobbi nel cuore

Quell'ordine supremo

E a dispetto di te

Mio terreno atterrito fattore

Stetti muto e mansueto

Come chi renda un fragile dono

Sulla cima del monte

Già incriminata d'aurora

Preparasti l'altare

Per la cruna più assurda

«Uccidimi ora»

dalla mia bocca finalmente

la parola ricongiunta sigillata

con anima e saliva

il verbo al quale obbedisco

pagando il prezzo

Che il tempo richiede

Per congiurare con Dio-

Un Dio che su noi fa le prove

Della sua mortalità

Di una qualche venuta a venire

Che ancora non capisco-

L'eternità fra le cose

Come tempo a ritroso

Nel figlio che muore

Nel padre che lascia morire-

Ora ti è possibile tutto -Abramo-

Non hai orizzonti a fermarti,

solo dal cielo attendiamo

Il nuovo esatto confine

l'angelo che ci dica

Dove comincia Dio

Fin dove arriva per noi

Questo essere uomo.


A.Esposito


venerdì 2 novembre 2007

Commemorazione di tutti i fedeli defunti


San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire
Trattato sulla mortalità, 20, PL 4,596s

« Chi crede in me, anche se muore, vivrà » (Gv 11, 25)


Non dobbiamo piangere i nostri fratelli liberati da questo mondo con la chiamata divina. Sappiamo che per noi non sono perduti, bensì mandati innanzi a noi, e che morendo ci precedono come chi parte per un viaggio in terra o in mare; e noi dobbiamo desiderarli, ma non piangerli, né indossare vesti di lutto, mentre lassù essi già portano vesti bianche; né dobbiamo dare occasione ai pagani di rimproverarci e giustamente, perché piangiamo come estinti e perduti quelli che affermiamo viventi presso Dio, non provando con la testimonianza dei nostri sentimenti quella fede che professiamo con le parole. Noi siamo traditori della nostra speranza e della nostra fede, se quello che diciamo appare falso, artificioso, ingannevole nei fatti. A nulla serve ostentare la virtù con le parole e distruggere con la vita la loro veracità...

Se dobbiamo soggiacere alla morte, attraverso la morte noi passiamo all’immortalità, e non può cominciare per noi la vita eterna se non usciamo dalla vita presente. Né si tratta di un’uscita, ma di un passaggio, di un viaggio nel tempo per raggiungere l’eternità. Chi non si affretterebbe a raggiungere una sorte migliore? Chi non desidererebbe di cambiare e trasformare al più presto il proprio essere a immagine di Cristo?

La nostra patria è nei cieli (Fil 3,20)... Là ci aspetta un gran numero di persone a noi care: una schiera folta e vasta di parenti, fratelli e amici ci attende con desiderio, già sicura della propria salvezza e avendo a cuore la nostra... Affrettiamoci a raggiungerli, desideriamo ardentemente essere presto presso di loro e presto presso Cristo.

martedì 2 ottobre 2007

Trova il tempo...


Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.


Madre Teresa di Calcutta
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)