martedì 13 novembre 2007

Le lacrime






«Un viso lavato dalle lacrime è indicibilmente bello».
Sant'Atanasio ricorda di sant'Antonio, eremita del deserto,
che piangeva su di sé per giorni interi.
La conseguenza era che «il volto di sant'Antonio aveva una
bellezza sorprendente.
Egli non si agitava mai, la sua anima viveva una pace assoluta».
In realtà sul nostro occhio passa sempre un velo di lacrime,
il cosiddetto «film lacrimale», prodotto da quattro piccole ghiandole
poste ai lati degli occhi.
Ma, al di là del fenomeno fisico, la lacrima ha uno straordinario
valore simbolico dai significati molteplici.
Manifesta, infatti, la sofferenza facendola quasi brillare
nel suo mistero, ma esprime anche la felicità tant'è vero che
si è coniata la locuzione «piangere di gioia».
Ma, come ricordano i due testi sopra citati
(la prima frase è del Discorso ascetico di s. Efrem del IV sec.
e l'altra è tratta dalla Vita di s. Antonio scritta da s. Atanasio nel 357),
c'è anche il pianto di
conversione.
Il famoso scrittore ottocentesco francese François René de Chateaubriand
scriveva semplicemente così per descrivere il suo ritorno alla fede:
«J'ai pleuré et j'ai cru», ho pianto e ho creduto.
Il pianto spesso libera, fa quasi evaporare il grumo di amarezza
che è in noi ed è per questo che, dopo aver versato lacrime,
ci si sente un po' sollevati.
La persona ha spesso vergogna di farsi vedere mentre piange;
in realtà questo è un segno di umanità e, nel caso del pentimento,
è il principio della liberazione dal male e del perdono,
come è accaduto in quella notte a s. Pietro, quando,
dopo che i suoi occhi si erano incrociati con quelli di Gesù,
aveva «pianto amaramente».

Il nostro volto e non solo l'occhio si purifica e rivela
una riacquistata serenità interiore,
una pace e una nuova bellezza.


(dal sito Catechumenium)

Sull'Amore




Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione, ogni capacità di sorridere nel dolore. Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione a ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo - questo è ciò a cui tendiamo.

H.Hesse

lunedì 12 novembre 2007

Dalla soglia di un sogno...



Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…

Era la buona voce, amata voce.

- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…

Una carezza mi raggiunse il cuore.

- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno

per una lunga, spoglia galleria;

sentii sfiorarmi la sua veste pura

e il palpito soave della mano amica.


Machado


Nella nebbia




Strano, vagare nella nebbia!
E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.


H.Hesse

domenica 11 novembre 2007

Ama la vita...


Ama la vita così com'è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa di Calcutta)

giovedì 8 novembre 2007

La corolla dei miracoli del mondo




Non distruggo la corolla dei prodigi del mondo,
e non stermino
con la ragione gli enigmi che incontro sul mio cammino,
nei fiori, negli occhi, sulle labbra o nei sepolcri.
La luce altrui
soffoca il fascino celato
nelle profondità del buio,
però io,
io con la mia luce ingrandisco il mistero del mondo.
Esattamente come con i suoi bianchi raggi la luna
non rende più piccolo, ma tremolante,
e aumenta ancora di più il mistero della notte,
così io arricchisco anche l’oscuro orizzonte
con gli alti fiori del santo mistero
e tutto ciò che è inintelligibile
si trasforma in maggiormente incomprensibile
sotto i miei occhi,
perché io amo
e fiori e occhi e labbra e tombe.


Io non distruggo la corolla dei miracoli del mondo

Eu nu strivesc corola de minuni a lumii

Lucian Blaga, poeta rumeno


Niente di nuovo


Splendeva il sole, non avendo alternative, sul niente di nuovo.

Samuel Beckett, Murphy


The sun shone, having no alternative, on the nothing new.


Murphy